Dipendenza da Alcol

Il trattamento e la gestione (mantenimento dell’astinenza e prevenzione della ricaduta) dell’alcolismo sono fasi complementari, ed interconnesse, importanti per affrontare e vivere una vita sana e per prevenire gravi danni fisici, psichici e sociali.

Con un percorso personalizzato potremo aiutarti ad avere maggiore consapevolezza dello stato di salute e della tua eventuale dipendenza dall’alcol.

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Uno strumento per la salute

La Lifestyle Medicine, svolta da professionisti qualificati e certificati, può essere lo strumento non solo per prevenire ma anche per gestire e trattare condizioni cronico recidivanti, quale ad esempio la dipendenza da alcol (Alcohol Use Disorder, AUD), patologia ad alto impatto psico-fisico e sociale che condiziona quotidianamente la vita di tante persone, incluse le loro famiglie.

Cos'è la Dipendenza da Alcol?

La dipendenza da alcol (o DUA: Disturbo da Uso di Alcol) è una patologia multifattoriale a decorso spesso cronico-recidivante caratterizzata da alterazioni comportamentali fisiche e psichiche e da una ridotta capacità di interrompere o controllare il consumo di alcol, nonostante le conseguenze negative a livello sociale, professionale o sanitario. È, pertanto, una condizione che coinvolge tutte le sfere di vita della persona, somatica, psichica e socio relazionale, che porta a un comportamento ossessivo di ricerca compulsiva di bevande alcoliche, con sviluppo di tolleranza e sintomi di astinenza alla sospensione. L’alcolismo è un continuum che si sviluppa iniziando con una modalità di bere fisiologico e sociale giungendo nel tempo fino alle più gravi forme di dipendenza. Si suddivide in base alla gravità in lieve, moderato o grave, a seconda del numero di sintomi manifestati in un periodo di 12 mesi. Il consumo di alcol non salutare è definito da più di 3 drink al giorno o 7 a settimana per le donne e più di 4 drink al giorno o 14 a settimana per gli uomini. Per distinguere tra consumo a rischio e disturbo da uso di alcol è necessario utilizzare i criteri del DSM-5. Un drink standard, o Unità Alcolica (UA), equivale a circa 12 grammi di alcol puro, che si trovano in un bicchiere di vino (125 ml a circa 12°), una lattina di birra (330 ml a circa 4,5°), un superalcolico (40 ml a circa 40°) o un aperitivo (circa 80 ml a 38°).

Quali sono i fattori di rischio non evitabili?

I fattori di rischio non evitabili comprendono tutte quelle condizioni predisponenti all’alcolismo su cui tuttavia non è possibile intervenire direttamente. Tali fattori comprendono:

Fattori Genetici: La predisposizione genetica gioca un ruolo significativo nello sviluppo dell’AUD (Alcohol Use Disorder) .

Età di Inizio: Un abuso precoce di alcol in adolescenza può facilitare l’espressione di geni che aumentano il rischio.

Vulnerabilità Biologiche e Psicologiche: Traumi pregressi, la presenza di disturbi d’ansia o depressivi possono aumentare la vulnerabilità individuale.

Quali sono i fattori di rischio evitabili?

I fattori di rischio evitabili nella dipendenza da alcol sono tutti quegli elementi legati all’ambiente, alle scelte personali e ai comportamenti su cui si può intervenire attivamente, a differenza dei fattori genetici o biologici non modificabili.

Questi fattori modificabili comprendono:

Comportamenti di consumo: La decisione di iniziare a bere e la quantità e frequenza del consumo di alcol sono fattori completamente evitabili o gestibili.

Contesto sociale e pressione dei pari: Frequentare gruppi di amici che bevono in modo eccessivo può influenzare il proprio comportamento. Scegliere un ambiente sociale supportivo e sano è un fattore modificabile.

Difficoltà nella gestione emotiva: Utilizzare l’alcol come strategia per far fronte a problemi, ridurre l’ansia, la depressione o la noia è un comportamento su cui si può intervenire con supporto psicologico o sviluppando nuove capacità di coping.

Scarsa consapevolezza dei rischi: Una scarsa conoscenza dei danni provocati dall’alcol e dei comportamenti a rischio è un fattore che può essere risolto attraverso l’informazione e l’educazione.

Stile di vita e mancanza di interessi: L’assenza di attività alternative e interessi sani (sport, hobby) può lasciare spazio all’abuso di alcol. Sviluppare nuovi hobby e uno stile di vita attivo è un fattore protettivo modificabile.

Intervenire su questi fattori, a differenza di quelli non evitabili, è fondamentale per la prevenzione e il trattamento della dipendenza da alcol.

Quali sono i segni clinici?

I segni clinici della dipendenza da alcol (alcolismo) si sviluppano gradualmente e possono essere asintomatici per quanto riguarda un’evidente compromissione fisica nelle fasi iniziali, fino a quando non si manifestano sintomi fisici, psicologici e sociali evidenti.

I sintomi possono manifestarsi con:

Craving: un forte e persistente desiderio di bere alcolici.

Perdita di controllo: incapacità di limitare la quantità di alcol consumata o di smettere di bere una volta iniziato.

Tolleranza: necessità di quantità crescenti di alcol per raggiungere l’effetto desiderato.

Sintomi di astinenza: quando si riduce o si interrompe il consumo (es. tremori, sudorazione, nausea, ansia, insonnia, convulsioni o delirium tremens nei casi gravi).

Compromissione sociale e lavorativa: problemi nelle relazioni familiari, sul lavoro o a scuola a causa del consumo di alcol.

Uso continuativo nonostante le conseguenze: persistenza nel bere nonostante i problemi fisici o psicologici causati dall’alcol.

Come viene fatta la diagnosi di dipendenza da alcol?

La diagnosi di disturbo da uso di alcol si basa su un’ampia valutazione clinica che include l’anamnesi, l’esame obiettivo ed esami di laboratorio. L’anamnesi prevede la raccolta di informazioni sulla storia clinica del paziente e la corretta valutazione dei fattori di rischio, inclusa la familiarità.

La diagnosi richiede che il consumo di alcol sia problematico e continuativo, portando a disagio o compromissione clinicamente significativi. Vengono utilizzati criteri diagnostici specifici (come quelli del DSM-5) per valutare la gravità del disturbo (lieve, moderato, grave) in base al numero di criteri soddisfatti.

Gli esami di laboratorio possono supportare la diagnosi rivelando alterazioni degli indici di funzionalità epatici (es. ALT, AST, GGT,) o altri marcatori biologici (es. CDT, MCV) che indicano un uso cronico e dannoso di alcol. Altri biomarcatori: Fosfatidiletanolo (PEth), Etilglucuronide (EtG). La diagnosi, tuttavia, richiede sempre un’adeguata valutazione clinica e non si basa esclusivamente sui risultati di laboratorio.

Come prevenire i disturbi da uso di alcol e la dipendenza?

La prevenzione dei disturbi da uso di alcol si concentra sull’eliminazione dei fattori di rischio e sulla promozione di stili di vita sani e un uso consapevole e responsabile (o l’astinenza totale per i soggetti a rischio).La prevenzione della dipendenza da alcol consiste nell’attivazione di misure tese ad impedire l’insorgenza del problema o a rilevarlo precocemente, soprattutto nelle persone vulnerabili. La prevenzione si attua, analogamente a quanto avviene per i disturbi da uso di alcol, mediante la correzione dei fattori di rischio e la promozione di un uso consapevole e responsabile (o l’astinenza totale per i soggetti a rischio).

È fondamentale anche promuovere modifiche nello stile di vita e nell’ambiente sociale, come:

1. Moderazione nel consumo: seguire le linee guida per un consumo a basso rischio (es. non superare le unità alcoliche raccomandate giornaliere/ settimanali).

2. Adozione di un programma di esercizio fisico regolare: l’attività fisica può essere un sano meccanismo di coping1 per gestire lo stress e le emozioni negative senza ricorrere all’alcol.

3. Dieta equilibrata e salute generale: uno stile di vita sano riduce la vulnerabilità generale alle dipendenze.

4. Sensibilizzazione ed educazione: campagne di informazione sui rischi legati all’abuso di alcol, rivolte in particolare ai giovani e alle fasce a rischio, per promuovere la consapevolezza.

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