Dipendenze patologiche

La prevenzione, il trattamento e la gestione (mantenimento dell’astinenza e prevenzione della ricaduta) delle dipendenze patologiche sono fasi complementari e interconnesse, fondamentali per tutelare la salute mentale, fisica e sociale della persona e per recuperare una vita equilibrata e soddisfacente.

Attraverso un percorso personalizzato possiamo aiutarti ad aumentare la consapevolezza delle tue eventuali dipendenze, individuare i fattori di rischio e costruire insieme strategie efficaci per favorire il cambiamento e il benessere nel tempo.

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Uno strumento per la salute

La Lifestyle Medicine, svolta con professionisti qualificati, può essere lo strumento non solo per prevenire ma anche per gestire e trattare condizioni cronico degenerative, incluse le dipendenze patologiche, che condizionano la vita di ogni giorno.

I professionisti che collaborano con Lifestyle Medicine possono supportarti nella gestione di condizioni croniche, alcune delle quali elencate di seguito, e molte altre.

Cos'è la Dipendenza Patologica?

Anche se non esiste consenso unanime sull’esatto significato del concetto di dipendenza per le diverse scienze che se ne occupano e per i molti e differenti tipi di attori che lo usano per comunicare e per intervenire a livello individuale o sociale, di seguito riportiamo la definizione di dipendenza data dall’OMS: “Condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione. La malattia si suddivide in due forme principali: a) le tossicodipendenze, legate a sostanze come alcol, droghe, tabacco e farmaci; b) le dipendenze comportamentali (o new addictions) – sine substanzia – che includono gioco d’azzardo, dipendenza da internet, shopping compulsivo, dipendenza affettiva e da lavoro.

Quali sono i fattori di rischio non evitabili?

I fattori di rischio non evitabili comprendono tutte quelle condizioni predisponenti alle dipendenze su cui tuttavia non è possibile intervenire direttamente. Tali fattori comprendono:

Fattori Genetici: La predisposizione genetica gioca un ruolo significativo nello sviluppo delle dipendenze.

Caratteristiche Personali: Tratti della personalità e una storia di traumi possono aumentare la vulnerabilità.

Età: L’adolescenza è un periodo di maggiore vulnerabilità.

Quali sono i fattori di rischio evitabili?

Questi fattori modificabili comprendono:

Ambiente Sociale: La presenza di amici che fanno uso di sostanze o la tolleranza sociale verso determinate dipendenze sono fattori di rischio gestibili.

Contesto Familiare: Uno stile educativo permissivo o autoritario, a differenza di uno autorevole e supportivo, rappresenta un fattore di rischio evitabile su cui la famiglia può lavorare attraverso il dialogo e il sostegno.

Scarse Informazioni/Consapevolezza: Una scarsa conoscenza dei rischi e delle conseguenze legati all’uso di sostanze o ai comportamenti di dipendenza può essere mitigata attraverso l’educazione e la prevenzione.

Difficoltà di Gestione Emotiva/Stress: L’uso di sostanze o comportamenti compulsivi per fuggire dalla realtà, da sensazioni sgradevoli, o per gestire ansia e stress sono risposte che si possono imparare a gestire diversamente.

Stile di Vita e Interessi: La mancanza di hobby, sport, attività sociali o creative lascia spazio a comportamenti problematici; dedicarsi ad alternative sane è un fattore protettivo modificabile.

Rendimento Scolastico/Lavorativo: Un calo del rendimento in queste aree può essere un indicatore di rischio che può essere affrontato migliorando l’impegno e ricevendo supporto.

Quali sono i segni clinici?

I segni clinici delle dipendenze patologiche possono variare a seconda della sostanza o del comportamento, ma generalmente includono:

Perdita di controllo: incapacità di gestire la quantità o la durata dell’uso o del comportamento.

Uso compulsivo: un bisogno irrefrenabile di usare la sostanza o mettere in atto il comportamento.

Tolleranza: necessità di quantità maggiori per ottenere lo stesso effetto.

Astinenza: sintomi fisici e/o psicologici spiacevoli (es. ansia, irritabilità, nausea, tremori) quando si interrompe l’uso.

Compromissione funzionale: problemi significativi in ambito familiare, sociale, lavorativo o scolastico.

Negazione del problema: difficoltà a riconoscere la gravità della situazione.

Come viene fatta diagnosi di dipendenze patologiche?

La diagnosi delle dipendenze patologiche si basa su un’ampia valutazione clinica che include l’anamnesi, l’esame obiettivo, colloqui clinici, e talvolta test psicodiagnostici o esami di laboratorio specifici.

L’anamnesi prevede la raccolta di informazioni dettagliate sulla storia clinica del paziente, la frequenza e la durata dell’uso della sostanza o del comportamento, e la presenza di conseguenze negative persistenti. È fondamentale valutare i fattori di rischio individuali, familiari e ambientali, nonché eventuali comorbilità psichiatriche o fisiche.

La diagnosi richiede che il comportamento di dipendenza sia continuativo e ripetuto nel tempo, e che sia presente un bisogno impulsivo e incontrollabile di continuare, nonostante le conseguenze negative. In alcuni casi, possono essere eseguiti Drug-Test (su urina, sangue, ecc.) per confermare la presenza di sostanze. La valutazione multiprofessionale e multidimensionale è la base della pratica clinica nei Servizi pubblici dedicati alle Dipendenze Patologiche (Ser.D).

Come prevenire le dipendenze patologiche?

La prevenzione delle dipendenze patologiche consiste nell’attivazione di misure tese ad impedire o rallentare la comparsa della malattia, agendo sui fattori di rischio modificabili. Gli interventi non farmacologici e l’eliminazione di fattori di rischio (fumo, abuso di alcool, ecc.) devono essere consigliati a tutti.

È fondamentale anche promuovere modifiche nello stile di vita e nell’ambiente sociale, come:

1. Adozione di un programma di esercizio fisico regolare: L’attività fisica e lo sport possono essere un’alternativa sana e un modo per sviluppare interessi personali, aiutando a costruire una “buona” identità e riducendo il rischio di ricadute.

2. Dieta equilibrata e salute generale: Mantenere uno stile di vita sano contribuisce al benessere psicofisico generale, fornendo una base solida per affrontare lo stress e le sfide senza ricorrere a sostanze o comportamenti compulsivi.

3. Sviluppo di interessi e passioni: Concentrarsi su hobby, attività creative e interessi personali arricchisce la vita e allontana da ciò che potrebbe indurre alla dipendenza.

4. Promozione di un’educazione emotiva: Interventi formativi, soprattutto nelle scuole, possono aiutare a sviluppare competenze relazionali e una maggioreconsapevolezza delle proprie emozioni, offrendo strumenti per gestire la dimensione affettiva.

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