Hai sperimento un evento traumatico sul luogo di lavoro? Potresti essere una seconda vittima.  

Le “seconde vittime” sono lavoratori che, in seguito a un evento avverso, un errore o un’esperienza particolarmente critica, sviluppano un significativo disagio emotivo o psicologico. Oltre alle persone e ai loro familiari, che rappresentano le prime vittime dell’evento, anche i professionisti coinvolti possono subire conseguenze importanti sul piano personale e professionale.

Oggi è ampiamente riconosciuto che qualsiasi lavoratore emotivamente colpito da un incidente che comporta un danno ad una terza persona, o che avrebbe potuto causarlo, possa diventare una seconda vittima. Questa condizione può manifestarsi anche in assenza di un errore effettivo e comprendere situazioni come decessi inattesi, casi eticamente complessi, difficoltà relazionali o gravi problemi di comunicazione all’interno del setting lavorativo

Illustrazione del fenomeno seconde vittime e del supporto ai professionisti sanitari

Prendersi cura del proprio stile di vita è il primo passo per prendersi cura della propria salute.

Uno strumento per la salute

La seconda vittima è un lavoratore che soffre e che ha bisogno di cure per svolgere il suo lavoro al meglio. Con informazioni corrette, scelte consapevoli e il supporto dei professionisti, è possibile prevenire le complicanze del fenomeno, migliorare il benessere e mantenere una buona qualità di vita.

Le conseguenze del fenomeno

L’impatto emotivo di questi eventi può essere profondo e duraturo. I lavoratori sanitari possono sperimentare:

  • senso di colpa e vergogna;
  • ansia e paura di commettere nuovi errori;
  • perdita di fiducia nelle proprie capacità professionali;
  • insonnia e sintomi di stress;
  • depressione;
  • disturbo da stress post-traumatico (DPTS).

In molti casi il disagio persiste nel tempo: circa il 50% dei lavoratori coinvolti continua a manifestare conseguenze emotive oltre un mese dopo l’evento e, in circa un caso su cinque, i sintomi possono protrarsi per più di sei mesi.

Lo stress non riconosciuto e non gestito può determinare:

  • aumento del rischio di errori clinici;
  • riduzione della qualità dell’assistenza;
  • maggiore assenteismo;
  • burnout;
  • incremento del turnover del personale;
  • aumento dei costi assicurativi e legali.

A livello internazionale si stima che oltre la metà dei professionisti sperimenti almeno una volta nella propria carriera un evento con conseguenze emotive rilevanti. Inoltre, una quota significativa dei lavoratori coinvolti dichiara di aver preso in considerazione l’abbandono del proprio ruolo o addirittura della professione.

Per questo motivo il fenomeno delle seconde vittime deve essere affrontato come una vera e propria priorità di governance, attraverso strategie organizzative strutturate e interventi sistemici.

L’importanza del supporto tempestivo

Riconoscere precocemente il disagio e offrire un supporto adeguato rappresenta uno degli strumenti più efficaci per limitare l’impatto degli eventi critici.

Le evidenze scientifiche dimostrano che i lavoratori che ricevono sostegno immediato hanno maggiori probabilità di recuperare il proprio equilibrio emotivo, mantenere elevate performance professionali e continuare a fornire cure sicure e di qualità.

I programmi di supporto possono includere:

  • informazioni e formazione dedicate;
  • strumenti di auto-valutazione;
  • supporto tra pari (peer support);
  • consulenza psicologica;
  • interventi specialistici quando necessario.

Il ruolo degli stili di vita nella prevenzione e nella gestione

Il benessere del lavoratore dipende anche dagli “stili di vita professionali”, cioè dall’insieme di abitudini, condizioni lavorative e strategie di gestione dello stress.
Un’organizzazione lavorativa, con carichi sostenibili e una buona comunicazione tra i team, rappresenta un elemento fondamentale di prevenzione. Allo stesso modo, la possibilità di confrontarsi con colleghi e superiori e di accedere a forme di supporto psicologico riduce significativamente l’impatto degli eventi critici.
È importante promuovere una cultura del lavoro che favorisca la resilienza, la collaborazione e la possibilità di chiedere aiuto senza timore di giudizio. Anche la formazione continua sulla gestione dello stress e delle situazioni complesse contribuisce a migliorare la capacità di affrontare eventi traumatici.

Illustrazione di una donna dietro una goccia di zucchero con un cucchiaino che rappresenta il diabete e il controllo degli zuccheri

Hai sperimentato un evento avverso e pensi di essere una seconda vittima? compila il questionario dedicato alle second vittime

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Sei un datore di lavoro? Vuoi testare se il tuo luogo di lavoro supporta adeguatamente i lavoratori per prevenire il fenomeno delle seconde vittime? compila il questionario

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