Analisi dell’Impedenza Bioelettrica: Un Approccio non Invasivo per il monitoraggio dell’anemia

A cura di:
Dott.ssa Vana Pescatore, Medico specialista in Otorino-Laringoiatra e in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva

Revisionato da:
Dott. Alice Masini, Ricercatrice in Igiene Generale e Applicata, chinesiologa esperta in Lifestyle Medicine

L’anemia è una condizione piuttosto comune tra i pazienti affetti da malattie cardiovascolari (CVD) e può influenzare notevolmente la loro prognosi. Si manifesta con bassi livelli di emoglobina (Hb), compromettendo il trasporto di ossigeno ai tessuti e aggravando problemi come l’insufficienza cardiaca. Nonostante la sua elevata prevalenza, l’anemia è spesso sottodiagnosticata a causa della natura aspecifica dei sintomi, tra cui affaticamento, pallore e dispnea. Tradizionalmente, la diagnosi avviene tramite esami del sangue, ma la necessità di prelievi frequenti può essere un ostacolo, specialmente per i pazienti più fragili. L’analisi dell’impedenza bioelettrica (BIA) si sta affermando come un metodo innovativo e non invasivo per identificare l’anemia, rendendo il monitoraggio più semplice, soprattutto per i pazienti con malattie croniche. La BIA rappresenta un’alternativa più accessibile analizzando la composizione corporea e rilevando squilibri nei fluidi extracellulari, che possono segnalare una potenziale anemia. Uno dei parametri chiave ottenuti tramite la BIA è il rapporto tra acqua extracellulare e acqua corporea totale (ECW/TBW): valore normale ≤ 0,39, valore indicativo di anemia ≥ 0,41. Studi recenti hanno dimostrato che nei pazienti anemici il rapporto ECW/TBW è significativamente più alto, suggerendo un aumento del volume plasmatico a causa della ridotta produzione di globuli rossi. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza cardiaca in cui il peptide natriuretico di tipo B (BNP) è ≥200 pg/mL, definiti come affetti da congestione cardiaca, questo valore può risultare meno affidabile a causa dell’influenza della ritenzione idrica.

La BIA in ambito clinico offre diversi vantaggi:

  • Non invasiva: elimina la necessità di prelievi ematici frequenti.
  • Semplice e veloce: fornisce risultati in pochi minuti.
  • Ripetibile senza disagi: ideale per un monitoraggio costante nel tempo.

L’integrazione della BIA nella pratica clinica ambulatoriale rappresenta un’opportunità per migliorare la diagnosi precoce dell’anemia, riducendo la necessità di prelievi frequenti e facilitando il monitoraggio dello stato emodinamico e nutrizionale dei pazienti. Rappresenta un cambio di paradigma nella gestione dell’anemia, contribuendo anche al benessere cardiovascolare dei pazienti. Questo strumento, prezioso predittore di anemia nei pazienti con malattie cardiovascolari, consente diagnosi più tempestive e interventi mirati, come la supplementazione di ferro o altre terapie, contribuendo ad una strategia di prevenzione efficace e promuovendo la salute pubblica.

Referenze

Nishikawa, T., Higaki, A., Okada, Y., Horie, R., Nakao, Y., Fujisawa, T., Miyazaki, S., Akazawa, Y., Miyoshi, T., Kawakami, H., Higashi, H., Tamaki, S., Nishimura, K., Inoue, K., Ikeda, S., & Yamaguchi, O.
Role of a Bioelectrical Impedance Analysis in Predicting Anemia among Cardiovascular Disease Patients.

Vana Pescatore

Medico specialista in Otorino-Laringoiatra e in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva