La dieta mediterranea e il rischio di obesità infantile: quando l’alimentazione può contrastare la genetica
A cura di:
Dott.ssa Federica Piazzolla, Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva
Revisionato da:
Dott. Alice Masini, Ricercatrice in Igiene Generale e Applicata, chinesiologa esperta in Lifestyle Medicine
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Obesità infantile: anche la genetica conta, ma lo stile di vita può cambiare il futuro
L’obesità infantile rappresenta oggi una delle principali sfide per la salute pubblica in Italia e in Europa. Si tratta di una condizione causata da un insieme complesso di fattori genetici, ambientali e comportamentali. Secondo le stime più recenti, un numero crescente di bambini e adolescenti è in sovrappeso o obeso, con possibili conseguenze negative per la salute nel corso della vita, come il rischio aumentato di diabete, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche. Inoltre, l’obesità infantile incide anche sul benessere psicologico, favorendo ansia, depressione e bassa autostima.
In Italia, secondo i dati del 2023, circa il 19% dei bambini tra 8 e 9 anni è in sovrappeso e quasi il 10% è obeso, con tassi più elevati nelle regioni mediterranee rispetto ai paesi del Nord Europa. Tutto ciò è molto preoccupante, proprio perché l’obesità tende a persistere nell’età adulta, infatti più del 50% dei bambini obesi mantiene la condizione di obesità anche da adulto.
Ma cosa possiamo fare per contrastare questo fenomeno?
Un recente studio europeo, il progetto IDEFICS/I.Family, ha analizzato il ruolo della dieta mediterranea e della genetica nello sviluppo dell’obesità nei bambini e ragazzi dai 2 ai 16 anni. L’obiettivo era capire se l’aderenza alla dieta mediterranea potesse “modulare” (cioè ridurre o aumentare) il rischio di obesità legato alla genetica. I risultati sono molto interessanti e ci forniscono spunti utili per la prevenzione.
Lo studio: dieta, geni e salute
I ricercatori hanno seguito migliaia di bambini in 8 paesi europei (tra cui l’Italia), valutando la loro alimentazione, lo stile di vita, le caratteristiche genetiche e i dati sul peso e sulla circonferenza vita. Lo scopo era capire se una maggiore aderenza alla dieta mediterranea – ricca di verdure, legumi, frutta, cereali integrali, pesce e olio d’oliva – potesse ridurre il rischio legato alla predisposizione genetica all’obesità.
Cosa è stato scoperto?
- Nei bambini piccoli, una maggiore aderenza alla dieta mediterranea sembrava inizialmente amplificare l’effetto della predisposizione genetica all’obesità. Questo può essere legato a specifiche fasi dello sviluppo e alla variabilità del metabolismo nei primi anni di vita
- Nei ragazzi più grandi (intorno ai 12 anni), invece, la dieta mediterranea ha mostrato un effetto protettivo, attenuando l’influenza della genetica sull’aumento di peso
- In generale, un maggiore consumo di verdure e legumi era legato a valori più bassi di BMI (indice di massa corporea) e circonferenza vita, indipendentemente dalla genetica
Perché è importante?
Questo studio ci insegna che, anche se la genetica può aumentare il rischio di obesità, lo stile di vita e le scelte alimentari hanno un ruolo fondamentale. La dieta mediterranea può diventare un alleato prezioso per la salute dei bambini, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza.
Cosa possiamo fare come famiglie e comunità?
- Favorire un’alimentazione sana sin dalla prima infanzia, con pasti ricchi di verdure, legumi, cereali integrali e olio d’oliva
- Ridurre il consumo di cibi industriali, ricchi di zuccheri e grassi saturi
- Incoraggiare l’attività fisica e ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi
- Promuovere la cultura della dieta mediterranea a scuola e nella comunità
Un messaggio finale
Anche quando la genetica “pesa”, possiamo fare molto per la salute dei nostri figli. La dieta mediterranea, patrimonio culturale e salutare del nostro Paese, resta una delle armi più efficaci per prevenire l’obesità e garantire un futuro più sano alle nuove generazioni. La dieta mediterranea è intesa come un tipo di alimentazione varia, ricca in alimenti con elevato contenuto in fibre (verdura e frutta), con una varietà di secondi proteici (con presenza di una buona quantità di proteine vegetali attraverso i legumi oltre a quelle animali di carne, pesce e formaggi), con la presenza di una colazione completa.
Tali abitudini si legano ad uno stile di vita sano, in cui il movimento è presente quotidianamente, per questo oggi si preferisce parlare di “modello mediterraneo”: la riduzione della sedentarietà e lo stile alimentare mediterraneo, ricco in fibre e distribuito su 3 pasti principali ed uno o due spuntini, rappresentano le linee guida per evitare o ridurre il sovrappeso sin dalla tenera età.
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Referenze
- Pediatr Obes. 2025 May 19:e70023. doi: 10.1111/ijpo.70023.
- “Le basi e le altezze del lavoro del nutrizionista” Dott. Marozzi M., Gruppo Editoriale Progeo, 2017
- A New Mediterranean Lifestyle Pyramid for Children and Youth: A Critical Lifestyle Tool for Preventing Obesity and Associated Cardiometabolic Diseases in a Sustainable Context. Adv Nutr. 2025 Mar;16(3):100381. doi: 10.1016/j.advnut.2025.100381. Epub 2025 Jan 21. PMID: 39848337
- Ahrens W, Bammann K, Siani A, Buchecker K, De Henauw S, Iacoviello L, et al. The IDEFICS cohort: design, characteristics and participation in the baseline survey. Int J Obes (Lond). 2011;35 Suppl 1:S3-15.
http://www.nature.com/ijo/journal/v35/n1s/full/ijo201130a.html
Ahrens W, Siani A, Adan R, De Henauw S, Eiben G, Gwozdz W, et al. Cohort Profile: The transition from childhood to adolescence in European children-how I.Family extends the IDEFICS cohort. Int J Epidemiol. 2016:dyw317-dyw.
http://ije.oxfordjournals.org/content/early/2016/12/31/ije.dyw317.extract