I tre pilastri del lifestyle per la prevenzione dello stroke

A cura di:
Dott.ssa Elena Gallizia, Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva

Revisionato da:
Dott. Alice Masini, Ricercatrice in Igiene Generale e Applicata, chinesiologa esperta in Lifestyle Medicine

Le malattie cardiovascolari, in particolare l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale, rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale. Buona parte dei fattori di rischio per queste patologie, come l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, l’obesità sono modificabili con un corretto stile di vita, al punto che in Italia si stima che ben l’80% dei decessi potrebbe essere evitato [1].
La ricerca degli interventi da applicare nell’ambito degli stili di vita al fine di modificare i comportamenti a rischio per le suddette patologie ha registrato un rapido sviluppo negli ultimi anni.

Ma per quali di questi è stata scientificamente dimostrata l’efficacia nel controllo del rischio cardiovascolare?
Le recenti linee guida dell’American Heart and Stroke Association [2] forniscono raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica in merito alle strategie efficaci per la prevenzione dell’ictus cerebrale.
Corretta alimentazione, attività fisica, astensione dal fumo sono i tre pilastri di lifestyle su cui intervenire.

Ma in quale modo?

Si pensi per esempio alla crescente promozione e diffusione dell’uso degli integratori alimentari, cosa ci suggerisce la scienza? Allo stato attuale, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il supplemento con vitamine è di dubbia efficacia; acido folico e vitamine del gruppo B hanno dato risultati controversi, vitamine C ed E e altri supplementi come acidi grassi, antiossidanti, calcio e vitamina D non hanno dimostrato alcun tipo di beneficio nel ridurre l’incidenza di stroke. In ambito alimentare solo la dieta mediterranea è raccomandata per ridurre il rischio di stroke in soggetti a rischio cardiovascolare intermedio o alto.

E per quanto riguarda l’attività fisica? tipo di attività, durata e intensità possono fare la differenza?

Sebbene il target raccomandato sia di 150 minuti di attività fisica moderata-intensa o 75 minuti di attività intensa-vigorosa a settimana, avendo come obiettivo la riduzione del rischio di stroke è comunque utile anche un’attività di minore durata e intensità, che meglio si adatta a diverse condizioni fisiche e cliniche. Fattore discriminante per avere beneficio è il mantenimento nel tempo dell’attività fisica; a questo scopo la letteratura suggerisce come sia fondamentale la presenza di una figura di supporto motivazionale.

Parlando di rischio cardiovascolare è d’obbligo ricordare come il fumo sia il maggiore fattore di rischio modificabile per lo stroke. Attività di counseling, da sole o in associazione ad un supporto farmacologico, sono gli interventi che hanno dimostrato maggiore efficacia per interrompere l’abitudine al fumo. Di supporto anche l’uso della sigaretta elettronica, mantenendo però un approccio critico, in assenza di risultati a lungo termine riguardo gli effetti sulla prevenzione del rischio di stroke. Nonostante la necessità di implementare le strategie di cessazione per incrementare la percentuale di successo rimane comunque scientificamente appurato che interrompere l’utilizzo di tabacco è associato ad una minore incidenza di stroke, indipendentemente dall’età, dal genere e dalla quantità di sigarette consumate.

Corretti stili di vita, in particolare un’alimentazione equilibrata basata sulla dieta mediterranea, un’attività fisica costante personalizzata sulla base delle condizioni clinico-fisiche e l’astensione dal fumo, rappresentano misure preventive efficaci applicabili a tutta la popolazione, modulabili in base ai diversi gradi di rischio cardiovascolare, anche in affiancamento alle eventuali raccomandazioni terapeutiche qualora siano presenti patologie associate come diabete, ipertensione, dislipidemia, per avere benefici nella riduzione del rischio di stroke.

Referenze

1.https://www.iss.it/-/cuore-il-41-degli-italiani-tra-18-e-69-anni-ha-almeno-tre-fattori-di-rischio
2.Cheryl Bushnell, Walter N. Kernan,Anjail Z. Sharrief et al. 2024 Guideline for the Primary Prevention of Stroke: A Guideline From the American Heart Association/American Stroke Association. Stroke. 2024;55:e00–e00. DOI: 10.1161/STR.0000000000000475