Prevenzione della demenza giovanile: la regola delle 3A (Attività fisica, Alimentazione sana, Astensione da fumo e alcol)

A cura di:
Dott.ssa Elena Gallizia, Medico in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva

Revisionato da:
Dott. Alice Masini, Ricercatrice in Igiene Generale e Applicata, chinesiologa esperta in Lifestyle Medicine

La demenza è generalmente percepita come una condizione legata all’anzianità; tuttavia, è sempre più frequente il suo manifestarsi in età giovane. In particolare si parla di demenza giovanile o a esordio precoce quando i sintomi si manifestano prima dei 65 anni. Questo fenomeno è in costante incremento, è stato stimato che a livello mondiale 119 persone ogni 100000 sviluppano una demenza precoce, per un totale stimato di 3,9 milioni di casi [1]. La maggioranza delle demenze diagnosticate vengono classificate come morbo di Alzheimer, tuttavia spesso la causa è vascolare [1]. Questo è importante in termini di prevenzione, in quanto la forma vascolare può essere conseguenza di patologie e condizioni di rischio cardio-vascolare spesso modificabili (ipertensione, diabete, iperlipidemia, fumo, ecc.).
Un recente studio prospettico di coorte, pubblicato a dicembre 2023 su Lancet Healthy Longevity ha valutato l’impatto dello stato socioeconomico e dello stile di vita sull’insorgenza della demenza precoce e senile [2]. I 443627 partecipanti, di età compresa tra 37 e 60 anni, sono stati classificati in tre categorie per stato socioeconomico (basso, medio e alto) e due categorie per stili di vita (salutare e non salutare). Abitudine al fumo, consumo di alcolici, attività fisica e regime alimentare sono gli indicatori utilizzati per definire lo stile di vita.
Sia un basso livello socioeconomico che uno stile di vita non salutare sono risultati essere associati a un aumentato rischio di entrambe le forme di demenza, ma con valori particolarmente significativi per quella a esordio precoce: i soggetti con basso livello socioeconomico hanno un rischio di demenza precoce tre volte maggiore e fino all’11% di questa aumentata incidenza è attribuibile allo stile di vita.
L’associazione tra basso stato socio-economico e stile di vita non salutare si correla a una maggiore incidenza di demenza a esordio precoce, con un rischio del 440% maggiore rispetto a quello dei soggetti con alto livello socio-economico e stile di vita salutare.
Emerge quindi come le due forme di demenza, con diversi tempi di insorgenza, abbiano profili di rischio differenti. In particolare lo stile di vita incide maggiormente sulla forma giovanile rispetto a quella senile.
In assenza di strategie terapeutiche che rallentano in maniera significativa il progredire di tale patologia, identificare fattori di rischio modificabili e promuovere stili di vita salutari diventa quindi di fondamentale importanza per prevenire la malattia o ritardarne l’insorgenza.
Lo studio di Sun et al. [3] pubblicato a gennaio 2024 su Journal of Affective Disorders sembra confermare le conclusioni degli autori del precedente studio, dimostrando che il passaggio a uno stile di vita sano riduce il rischio di demenza. I partecipanti con uno stile di vita sano o moderatamente sano, che hanno ulteriormente migliorato nel tempo le proprie abitudini, hanno mostrato un rischio di demenza fino all’82% inferiore rispetto a chi invece è progressivamente passato a un regime non sano.
È da sottolineare come sia importante migliorare le proprie abitudini precocemente; il passaggio a uno stile di vita più sano, se inizia da abitudini di base scorrette e instaurate da tanto tempo, non sembra essere sufficiente per ottenere una ridotta incidenza di demenza.

Referenze

[1] Hendriks, S., Peetoom, K., Bakker, C., van der Flier, W. M., Papma, J. M., Koopmans, R., Verhey, F., de Vugt, M., Köhler, S., Young-Onset Dementia Epidemiology Study Group, Withall, A., Parlevliet, J. L., Uysal-Bozkir, Ö., Gibson, R. C., Neita, S. M., Nielsen, T. R., Salem, L. C., Nyberg, J., Lopes, M. A., Dominguez, J. C., … Ruano, L. (2021). Global Prevalence of Young-Onset Dementia: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA neurology, e212161.
[2] Rui Li, Ruyi Li, Jinchi Xie, Junxiang Chen, Sen Liu, An Pan, Gang Liu Associations of socioeconomic status and healthy lifestyle with incident early-onset and late-onset dementia: a prospective cohort study. Lancet Healthy Longev 2023; 4: e693–702
[3] Kaili Sun, Shuyi Jin , Zhenqing Yang, Xueqin Li, Chenxi Li, Jingyun Zhang, Gan Yang , Chongming Yang, Zeinab Abdelrahman , Zuyun Liu.Transition to healthier lifestyle associated with reduced risk of incident dementia and decreased hippocampal atrophy. Journal of Affective Disorders 349 (2024) 552–558